Poujadismo
January; 22th; 2010Avevo in mente d'inaugurare il blog in tutt'altra maniera.
Per via di ovvie circostanze, mi sono trovato a formulare congetture sulla morte e i suoi aspetti. È strano e quasi crudelmente divertente osservare quali effetti possa provocare nella gente la visione di un cordoglio. Genera un'inflessione terribile nell'animo altrui. In un impeto di sconcerto o debolezza, ho salutato mio nonno su Facebook. Neanche il tempo di pentirmene, ho osservato ad un miracolo. Oltre alle care persone parte del mio quotidiano immediato (compagni, amici, parenti), ho ricevuto calde condoglianze da parte di persone che non sentivo da tempo immemore o ancora troppo poco sentite (spero non me ne vogliano, li ringrazio per il dolce pensiero, è il problema di fondo che mi turba; alcuni di voi neanche credevo di avervi come contatti). La perdita di mio nonno ha avvicinato a me queste ed altre persone (avvertite ovviamente dal passaparola) perse nel tempo, chi per torto, chi per poco affetto o attenzione o destino avverso. Sì, è un'ovvietà. La morte sconvolge. Eppure, mi ha scosso particolarmente questa processione di parole, gesti e sguardi nel quale mi sono trovato mio malgrado. La morte, la perdita, il trapasso, insomma, il lutto lavano via il peccato. Forse sto solo ripetendo un'ovvietà della vita, non so. Fino a ieri mattina, per alcune di queste persone -molte delle quali probabilmente si presenteranno al funerale- non ero più niente, o almeno, semplicemente un ricordo di qualcosa non tanto importante dal giustificare un rapporto continuo. E sono qui, a rincuorarmi e a cercarmi ora, nella crisi. Sono venuti a vedere mio nonno nella bara. Io credo che la morte inneschi un meccanismo "potrebbe-toccare-a-me" per il quale poi, effettivamente, ci sentiamo parte attiva nel lutto, noi che abbiamo scambiato anche solo uno sguardo indifferente con il compianto. Non riesco altrimenti a spiegarmi i gruppi su Facebook in memoria degli scomparsi. Di recente, nel paese, sono morti due ragazzi in un incidente stradale. Oltre i messaggi di supporto e affetto, sono alcuni gruppi in loro ricordo, conditi da messaggi del tipo: "ciao anche se non vi conoscevo mi mancherete tvb". Io, personalmente, sono rimasto basito. Questo ancora non sono riuscito a spiegarmelo, le chiacchiere, i parlottii e l'intera scuola in processione verso il funerale. Rispettoso sì, ma l'ho trovato eccessivo. Su novecento ragazzi, quanti potevano davvero conoscerli? Quanti avevano vissuto con loro? Quanti provavano vero affetto e quali ne ricevevano? Forse generalizzo, ma non capisco. Non capisco i sinonimi, gli astratti: "è mancato" ; "è scomparso"; "se n'è andato" (ora che ci penso, qualche scrittore famoso deve avere utilizzato le mie stesse parole; Ah, la reminiscenza!).
June; 10th; 2010
E infatti, dopo SOLO cinque mesi, ritorno al blog, lo sistemo e comincio a scrivere bozze su bozze (chissà che ne uscirà) - ma tanto, sto schifo di blog non lo leggerà nessuno, perché tutti siamo importanti e nessuno lo è. Divertitevi.
0 commenti:
Posta un commento